Ebbene si, sono ancora VIVO!!
Finalmente torno a scrivere qualcosa dopo tanto tempo… e di qualcosa di adrenalinico. Non si tratta ancora di un post sulle vicende spagnole (quello arriverà spero molto presto): precisamente ci troviamo in quel di Bologna, 2 giorni dopo la mia prima “visita” a Granada.
I personaggi principali di questa vicenda sono: il sottoscritto, Stefy (mia cugina) e Matteo (il suo boyf.)… della serie “3 teste pazze in attesa di cure!”. Durante la Festa dell’Unità, Stefy comincia a parlare di un qualcosa da fare il giorno successivo, e ovviamente coglie l’occasione di coinvolgere anche me. Mi dice: “Stè, domani io e Matteo ci andiamo a buttare col paracadute, tu ci vieni?”.
Alla parola PARACADUTE i miei sensi si sono acutizzati, e i miei occhi erano così —> *_* Era da un bel po’ di tempo che desideravo lanciarmi col paracadute, ma non avrei mai immaginato Bologna come location, e in più con mia cugina “la pazza”.
Bene, dopo aver passato una bella serata all’insegna di birra sarda, seduti in cerchio sull’erba in stile Hippies, la mattina seguente eravamo sovraeccitati per l’evento… ovviamente tutti , tranne i protagonisti della vicenda, erano inconsapevoli di quello che stavamo per fare. Alle 4.00 pm ci siamo quindi recati alla pista di atterraggio per aerei turistici, nelle periferie di Bologna, e la giornata abbastanza soleggiata ci è stata di grande aiuto. Arrivati lì, i paracadutisti e tutto il personale del centro sono stati davvero simpatici e cordiali, ci siamo fatti un mare di risate (tutto ciò per sdrammatizzare la tensione, che era ormai alle stelle).
Arriva il nostro turno, ci spiegano alcune piccole regole per un buon lancio, e cominciamo a salire sull’aereo, il quale arriva a quota 4300 metri di altezza; dall’alto ormai si vedevano solo piccoli quadratini di terra ed erba, e l’orizzonte ci appariva curvo. Ci siamo lanciati, e io sono rimasto sconvolto dalla temperatura che passava dagli zero gradi iniziali, ai 25 dell’atterraggio (confesso che la mia “tenuta di volo” non era del tutto appropriata: pantaloncini, maglia a manica corta e infradito >_<).
Adesso però faccio parlare le foto, anche se non sono di egregia qualità.












The end.
Spero le foto vi abbiano fatto venire voglia di provare questa pazzia bellissima! Io ovviamente lo rifarò prossimamente… hihihihi
A presto chicos!!
P.S. dimenticavo una cosa importantissima: quando mia madre ha chiamato mezz’ora dopo aver fatto il lancio, le ho raccontato brevemente e, dopo alcuni secondi senza dire nulla, mi fa <<Tu ‘nta la capu tieni brodu!!!>> (traduco: tu nella testa hai il brodo… ahahhahahahahah). Toda vidaaaaaaa!!!



Orcop!! Io soffrendo di vertigini, probabilmente sarei svenuto giusto appena prima di saltare per poi arrivare al suolo privo di sensi in stile “cadavere buttato giù dall’aereo” !!! ahahaha